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Anche le volpi più sveglie hanno le loro domande!

Tasse, INPS, apertura partita IVA & co. – qui trovi le domande più frequenti con risposte semplici e chiare.
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Forfettario? Tutto quello che devi sapere!

Vantaggi del regime forfettario?

  • Paghi il 15 % di imposta sul tuo reddito calcolato forfettariamente e, nei primi 5 anni, addirittura solo il 5 %
  • Le tue fatture vengono emesse senza IVA
  • Benefici di una burocrazia semplificata (non sei obbligato/a a tenere la contabilità)

I limiti del regime forfettario?

  • Il limite di fatturato è di massimo 85.000 € all’anno.
  • I costi per il personale non devono superare i 20.000 € annui.
  • Eventuali altri redditi da lavoro dipendente non possono superare i 30.000 € all’anno.
  • Non è possibile partecipare a società di persone e la partecipazione in società di capitali è consentita solo in misura limitata.

Particolarmente interessante per:

  • Lavoratori autonomi con basse spese operative
  • Imprese che prevedono di rimanere al di sotto del limite di fatturato indicato
  • Nuovi imprenditori che vogliono beneficiare dell’aliquota ridotta del 5% (per i primi 5 anni)
  • Liberi professionisti che danno valore a una gestione e con poca burocrazia
INPS Commercianti IVS? Chi paga, quanto e perchè?

Chi paga l’INPS?

  • Artigiani e commercianti con partita IVA
  • Soci-lavoratori di società di capitali

Perché devo pagare l’INPS?

  • Servono a garantire l’accesso alla pensione e ad altre tutele sociali
  • L’iscrizione avviene all’apertura della partita IVA o dell’entrata in società
  • È obbligatorio per legge

Quanto pago l’INPS?

  • Circa 4.500 € annui fissi (rate trimestrali) indipendentemente dal tuo reddito
  • Per redditi oltre 18.555 € (2025) sono dovuti contributi aggiuntivi (24 % - 26 %)

Agevolazioni o riduzioni dell’INPS?

  • Regime forfettario - 35 %
  • - 50 % nei primi 3 anni per nuove partite IVA (dal 2025)
  • - 50 % per pensionati/e sopra i 65 anni

Cosa succede se non pago l’INPS?:

  • l'INPS recupererà i soldi comunque con sanzioni e interessi
Quando conviene aprire un SRL?

Vantaggi fiscali della SRL?

  • Tassazione fissa sugli utili: 24 % IRES + IRAP, spesso più conveniente rispetto all’imposta sul reddito progressiva
  • Tassazione dei soci: vengono tassati solo i dividendi distribuiti al 26 %
  • Responsabilità limitata: il patrimonio personale dei soci è protetto in caso di debiti aziendali

Svantaggi fiscali della SRL?

  • Costi fissi elevati: contabilità e adempimenti costano mediamente più che per una società di persone
  • Contributi INPS: circa il 26 % di previdenza sociale per gli amministratori (in aggiunta all INPS IVS)

Allora, quando conviene la SRL?

  • Per utili superiori a 50.000 €, l’imposta sul reddito IRES è più conveniente dell’IRPEF
  • Reinvestimento degli utili: chi lascia gli utili in azienda risparmia sulle tasse
  • Ridurre la responsabilità personale dei soci

E quando non conviene aprire un SRL?

  • Redditi bassi: i costi fissi rendono la SRL poco conveniente
  • Prelievo totale degli utili: se si distribuisce l’intero utile, il carico fiscale può essere più alto rispetto a una ditta individuale

Conclusione:

  • La SRL è una buona scelta per chi guadagna bene e punta a reinvestire
  • Se invece l’obiettivo è incassare subito tutto oppure i redditi sono bassi, meglio valutare una ditta individuale o una società di persone.
Cos’è un credito IVA?

Quando nasce un credito IVA?

  • Paghi più IVA sugli acquisti di quanta ne incassi sulle vendite
  • Compri con un’aliquota IVA alta e vendi con una più bassa
  • Fai operazioni senza IVA (esportazioni, vendite intracomunitarie, reverse charge)
  • Investi in macchinari o immobili e l’IVA si accumula

Cosa faccio se il credito IVA cresce troppo?

  • Compensare il credito IVA con altre imposte
  • Chiedere il rimborso (se ne hai diritto)
  • Utilizzarlo nei periodi successivi per abbattere il debito IVA futuro

Come posso evitare un credito IVA?

  • Distribuendo meglio gli acquisti per bilanciare l’IVA pagata e incassata
  • Richiedendo rimborso/compensazione trimestrale per recuperare più velocemente
  • Se vendi molto all’estero, puoi diventare esportatore abituale e acquistare senza IVA in Italia
Rimborso IVA trimestrale?

Quando va presentato il modello TR?

  • Il rimborso IVA trimestrale (oppure l’utilizzo del credito in compensazione) avviene tramite presentazione del modello TR, da presentare entro:
    • 1° trimestre (gennaio – marzo): entro il 30 aprile
    • 2° trimestre (aprile – giugno): entro il 31 luglio
    • 3° trimestre (luglio – settembre): entro il 31 ottobre
  • Il modello TR si applica esclusivamente ai primi tre trimestri dell’anno.
  • Per il 4° trimestre (ottobre – dicembre) non è prevista alcuna istanza autonoma infrannuale: il credito maturato in tale periodo, unitamente all’eventuale eccedenza residua dei trimestri precedenti non richiesta o non compensata, confluisce nella dichiarazione IVA annuale.

Quale credito IVA può essere richiesto con il modello TR?

  • Con il modello TR può essere richiesto esclusivamente il credito IVA maturato nel trimestre di riferimento. Non è possibile includere eventuali crediti residui provenienti dall’anno precedente.
  • Esempio:
    • Credito IVA residuo anno precedente: € 15.000
    • Credito IVA maturato nel 1° trimestre: € 20.000
    • Importo richiedibile con modello TR: € 20.000
    • Il credito residuo dell’anno precedente (€ 15.000):
      • non può essere inserito nel TR
      • può essere utilizzato in compensazione oppure richiesto a rimborso soltanto tramite dichiarazione IVA annuale

Il credito IVA va calcolato al lordo o al netto dei debiti del trimestre?

  • Il credito va sempre considerato al netto dei debiti IVA del trimestre.
  • Esempio:
    • Debito gennaio: € 12.000
    • Credito febbraio – marzo: € 49.000
    • Credito netto: € 37.000
  • Motivo:
    • Il credito rimborsabile deve essere effettivo e „definitivo", cioè non può includere importi che potrebbero ancora essere utilizzati per compensare debiti IVA del medesimo periodo.
    • Nel caso, il debito di € 12.000 di gennaio potrebbe:
      • non essere ancora stato versato, oppure
      • essere comunque parte della dinamica della liquidazione del trimestre

Quando serve il visto di conformità?

  • Compensazione orizzontale tramite F24:
    • fino a € 5.000 annui → compensazione libera
    • oltre € 5.000 → necessario il visto di conformità
  • Rimborso IVA:
    • fino a € 30.000 annui → nessun visto e nessuna garanzia richiesta
    • oltre € 30.000:
      • necessario il visto di conformità
        • dichiarazione sostitutiva relativa ai requisiti patrimoniali
      • oppure garanzia
  • I limiti sono annuali e vanno verificati cumulando TR e dichiarazione. I limiti per la compensazione e il rimborso possono aumentare in funzione del punteggio ISA.

Impatto del CPB (Concordato Preventivo Biennale)?

  • Per i soggetti che hanno aderito al CPB si applica un regime premiale, che comporta:
    • minori controlli
    • innalzamento delle soglie per operare senza visto di conformità (sia per compensazioni che per rimborsi)
  • Operativamente:
    • maggiore margine per utilizzo senza visto
    • resta necessario verificare:
      • limiti aggiornati
      • permanenza nei requisiti del regime premiale
Quando devo aprire una Partita IVA?

Quando occorre aprire una Partita IVA?

La legge italiana non stabilisce un limite di reddito preciso per aprire la Partita IVA. Ciò che conta è il concetto di abitualità e professionalità. Se svolgi un’attività in modo abituale e professionale, sei considerato/a imprenditore o imprenditrice e devi aprire la Partita IVA.
Se invece l’attività è occasionale, non sei ne obbligato/a ad aprire la Partita IVA né ad emettere fatture. I redditi devono comunque essere dichiarati nella tua dichiarazione dei redditi come privato/a.

Altri aspetti importanti da considerare

  • La regola si applica a tutte le tipologie di attività: commerciale, professionale o artigianale
  • Se svolgi l’attività in modo misto (occasionale e abituale), la frequenza determina l’obbligo
  • Per sicurezza è sempre consigliabile informarsi prima. Siamo a tua disposizione per aiutarti.
Codice Ateco?

Cos’è sto codice Ateco?

Il Codice Ateco è un codice ufficiale di classificazione delle attività economiche in Italia. Definisce a quale categoria appartiene la tua impresa.

Perché il Codice Ateco è così importante?

Il codice Ateco determina molti aspetti relativi alla tua attività:

  • Se sei iscritto alla Camera di Commercio o meno
  • Quale cassa INPS è competente per te: commercianti o gestione separata
  • Se, per esempio, hai i requisiti per ottenere una licenza nella ristorazione
  • La tua autorizzazione all’attività – ad esempio, durante il periodo del COVID, a seconda del Codice Ateco si poteva restare aperti o meno
  • Se puoi richiedere boni o incentivi o meno
  • Costa qualcosa modificare o aggiungere un Codice Ateco?

    Sì, modificare o aggiungere un codice comporta dei costi. Oltre alla servizio, si devono considerare anche le spese per il comune, la Camera di Commercio o altri uffici. I costi per ogni modifica si aggirano generalmente tra i 50 e i 300 €.

    Business plan – cosa devo sapere?

    Cos'è un business plan?

    • Il business plan è uno strumento strategico di pianificazione
    • Serve a programmare in modo realistico il futuro economico di un'impresa
    • In pratica: proviamo oggi a stimare cosa potrebbe succedere domani, così da prendere decisioni consapevoli e fondate sui numeri.

    Quando serve un business plan?

    • Motivi interni: base per decisioni di investimento, definizione degli obiettivi, controllo dei risultati, analisi dei rischi, valutazione di scenari alternativi
    • Motivi esterni: convincere le banche in caso di richiesta di finanziamento, confronto con investitori, operazioni di ingresso soci, valutazioni d'azienda

    Come si costruisce un business plan?

    • Parte qualitativa: descrive il modello di business e il contesto: impresa, visione, prodotti o servizi, mercato e concorrenza, target, processi produttivi, organizzazione, ecc.
    • Parte quantitativa: qui parlano i numeri: previsioni di fatturato, struttura dei costi, investimenti, piano di liquidità, sostenibilità finanziaria.

    Che forma può avere il business plan?

    • Modello semplice: fatturato, costi e utile
    • Modelli più evoluti: ad esempio il 3-statement-model - si crea un modello finanziario integrato che mostra le relazioni tra liquidità, patrimonio e redditività (per i veri nerd della finanza 😉)
    Quando sono fiscalmente residente in Italia?

    Quando si considera una persona fiscalmente residente in Italia?

    • Una persona è considerata fiscalmente residente in Italia se per più di 183 giorni nell'anno (anche non consecutivi) soddisfa almeno uno dei quattro criteri previsti dalla legge.

    Ecco i quattro requisti:

    • Residenza anagrafica: sei iscritto ufficialmente all'anagrafe di un Comune italiano.
    • Domicilio fiscale: il centro dei tuoi interessi personali si trova in Italia – ad esempio famiglia, relazioni affettive, ecc.
    • Dimora civilistica: soggiorni di fatto prevalentemente in Italia, anche senza iscrizione anagrafica.
    • Presenza fisica: la semplice presenza fisica in Italia per più di 183 giorni all'anno può determinare la residenza fiscale, anche in assenza di iscrizione anagrafica o domicilio.
    Regime PEX?

    Cos’è il regime PEX?

    Il regime PEX è una disciplina fiscale che evita la doppia imposizione all’interno di un gruppo societario.

    Spiegato in modo semplice:

    La società figlia paga le imposte e distribuisce gli utili alla società madre. La società madre non viene tassata nuovamente sull’intero importo distribuito, ma solo su una parte. Grazie alla PEX, nel caso delle società di capitali, solo il 5% del dividendo percepito dalla società madre è imponibile, mentre il restante 95% è esente da imposizione fiscale. Nel caso delle società di persone, le percentuali tassate sono diverse.

    Qual è l’obiettivo della PEX?

    L’obiettivo principale è evitare la doppia imposizione economica, cioè che lo stesso reddito venga tassato più volte lungo la catena societaria.

    Chi può utilizzare la PEX?

    La normativa si applica alle imprese.

    Quali requisiti devono essere soddisfatti?

    Per poter applicare la PEX, in genere devono essere rispettate le seguenti condizioni:

    • partecipazione detenuta da almeno 12 mesi
    • classificazione come immobilizzazione finanziaria
    • effettiva attività economica della società partecipata
    • la partecipata non ha sede in Paesi inclusi nelle cosiddette black list

    Qual è il vantaggio principale?

    Il vantaggio più rilevante è una significativa riduzione del carico fiscale.