Case Study: Revoca degli amministratori e risarcimento danni
20.05.2025
Nel mondo degli affari può accadere che gli amministratori di una società debbano essere revocati dal loro incarico per i motivi più diversi. Le ragioni di tale revoca sono tanto varie quanto il mondo imprenditoriale stesso.
Il potere decisionale, come anche per la nomina degli amministratori, spetta all’assemblea dei soci. Quest’ultima può revocare gli amministratori in qualsiasi momento e anche senza giusta causa. Naturalmente, la decisione deve essere presa con le maggioranze previste dallo statuto e dalla legge, e qualora sussista un giustificato motivo, questo deve essere indicato nella delibera. Nei casi particolarmente gravi, la revoca può avvenire anche d’ufficio.
La questione che si pone riguarda il risarcimento danni nel caso in cui un amministratore venga revocato. Si tratta in particolare del mancato guadagno che non può più essere realizzato a seguito della revoca. In nessun caso è previsto un risarcimento danni se la revoca avviene per giustificato motivo.
Per quanto riguarda il risarcimento, nel caso in cui la revoca avvenga senza un giustificato motivo, è necessario distinguere se l’amministratore è stato nominato a tempo determinato o indeterminato:
Amministratore nominato a tempo indeterminato: il risarcimento è dovuto solo se non viene rispettato un periodo di preavviso ragionevole.
Amministratore nominato a tempo determinato: se la revoca avviene prima della scadenza del mandato, l’amministratore ha diritto a un risarcimento obbligatorio.
Si evidenzia quindi che la revoca di un amministratore deve essere attentamente preparata e che già in fase di nomina andrebbero fatte specifiche considerazioni.
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