Case Study: Affrancamento straordinario delle riserve in sospensione d’imposta

22.07.2025

Jelena Comploi

Jelena Comploi

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Spesso (negli ultimi anni, quasi ogni anno), accade che il legislatore permetta alle imprese di rivalutare i propri beni, a fronte del pagamento di un’imposta sostituiva.

In pratica: l’impresa rivaluta i propri beni, paga un’imposta e in cambio ottiene il diritto ad ammortizzare il valore dei beni rivalutati. Sulla durata dell’ammortamento ciò genera un vantaggio fiscale, in quanto l’aliquota di imposta è tipicamente assai maggiore dell’imposta sostitutiva versata.

Esempio:

  • importo rivalutato: 1.000 Euro
  • imposta sostitutiva pagata: 15% = 150 Euro
  • aliquota imposta sul reddito: 24%
  • risparmio fiscale ottenuto ammortizzando 1.000 Euro: 240 Euro
tax.mind

Il risparmio è di 240 Euro (su più anni) a fronte del pagamento di un’imposta di 150 Euro.

Contabilmente, la rivalutazione genera un aumento del valore del bene e in contropartita una cd. “riserva di rivalutazione”, contabilizzata nel patrimonio netto dell’impresa.

Questa riserva è fiscalmente “in sospensione di imposta”. Significa che se viene distribuita, va tassata (all’aliquota ordinaria di imposta!). Per ovviare a ciò, e solo nei casi in cui si pianifichi di distribuire la riserva (raro ma accade / si rende necessario) è vantaggioso “affrancare”, ove possibile, tale riserva.

Affrancando la riserva si va nuovamente a pagare un’altra imposta sostituiva, inferiore all’aliquota di imposta ordinaria, ottenendo un vantaggio fiscale e permettendo la distribuzione della riserva.

Tutto ciò premesso, con Decreto Legislativo 192 del dicembre 2024 prima e DM del 27.06.2025 poi è stata introdotta per quest’anno la possibilità di affrancare queste riserve, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP nella misura del 10%.

Possono effettuare l’affrancamento sia i soggetti IRES che i soggetti IRPEF (imprese individuali, società di persone e soggetti equiparati), questi ultimi purché siano in contabilità ordinaria.

Il perfezionamento dell’affrancamento avviene mediante l’indicazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31.12.2024, ovvero nel modello Redditi 2025. È questa la condizione formale essenziale: infatti, l’opzione si considera validamente esercitata solo se le riserve affrancate e la relativa imposta sostitutiva sono correttamente riportate nel quadro RQ della dichiarazione presentata per il 2024.

L’affrancamento è possibile anche per parte dell’importo o solo per alcune riserve e saldi attivi presenti in bilancio al 31.12.2023 e ancora esistenti al 31.12.2024.

L’imposta sostitutiva del 10%:

  • a calcolata sul valore netto (al netto dell’imposta sostitutiva già versata eventualmente in precedenza);
  • è indeducibile sia ai fini delle imposte sui redditi sia ai fini IRAP;
  • va versata in quattro rate annuali di pari importo (prima rata entro la scadenza per il saldo IRPEF/IRES 2024, le successive nel 2026, 2027 e 2028);
  • è ammessa la compensazione in F24.

Abbiamo già spiegato cosa sia una riserva in sospensione di imposta e cosa si intenda per “affrancamento”. Sappiamo anche che quest’anno è possibile farlo e abbiamo spiegato come. Non resta ora che decidere se convenga farlo!!

Come sempre siamo a disposizione per assistervi in questa decisione.

Abbiamo riassunto per voi un argomento molto complesso in modo breve e conciso. Se avete altre domande o desiderate un'analisi più approfondita in relazione al vostro caso specifico, non esitate a contattarci. Il nostro team di esperti è a vostra disposizione e sarà lieto di supportarvi nel miglior modo possibile.